Efficienza energetica e illuminazione LED dopo la L. 90/2013

In seguito alla conversione in legge del d. lgs. 63/2013 (legge 90/2013) sono state apportate modifiche alla 192/2005 riguardante le agevolazioni fiscali per investimenti di efficientamento energetico.

 

A tale proposito l’art. 2 della l. 90/2013 modifica così l’art. 2 comma 1 lettera c) del d. lgs 192 del 2005:

c) "prestazione energetica di un edificio": quantità annua di energia primaria effettivamente consumata o che si prevede possa essere necessaria per soddisfare, con un uso standard dell'immobile, i vari bisogni energetici dell'edificio, la climatizzazione invernale e estiva, la preparazione dell'acqua calda per usi igienici sanitari, la ventilazione e, per il settore terziario, l'illuminazione, gli impianti ascensori e scale mobili. Tale quantità viene espressa da uno o più descrittori che tengono conto del livello di isolamento dell'edificio e delle caratteristiche tecniche e di installazione degli impianti tecnici. La prestazione energetica può essere espressa in energia primaria non rinnovabile, rinnovabile, o totale come somma delle precedenti;

 

La definizione di “prestazione energetica di un edificio” così come modificata sembrerebbe aprire gli incentivi disponibili per la riqualificazione energetica, in particolare per il settore terziario, anche agli interventi di sostituzione dell’illuminazione con lampade ad alta efficienza energetica.

Allo stesso tempo però le guide dell’agenzia delle entrate e le circolari ultime successive all’entrata in vigore della legge di cui sopra, non sembrano chiarire le modalità operative per poter usufruire di tali incentivi.

Lo stesso art. 15 del d. lgs. 63/2013 con rubrica “Detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione ed efficienza energetica e idrica” recita:

 

1. Nelle more della definizione di misure ed incentivi selettivi di carattere strutturale, da adottare entro il 31 dicembre 2013, finalizzati a favorire la realizzazione di interventi per il miglioramento, l'adeguamento antisismico e la messa in sicurezza degli edifici esistenti, nonché per l'incremento dell'efficienza idrica e del rendimento energetico degli stessi, si applicano le disposizioni di cui agli articoli 14 e 16. Nella definizione delle misure e degli incentivi di cui al primo periodo è compresa l'installazione di impianti di depurazione delle acque da contaminazione di arsenico di tipo domestico, produttivo e agricolo nei comuni dove è stato rilevato il superamento del limite massimo di tolleranza stabilito dall'Organizzazione mondiale della sanità o da norme vigenti, ovvero dove i sindaci o altre autorità locali sono stati costretti ad adottare misure di precauzione o di divieto dell'uso dell'acqua per i diversi impieghi.

1-bis. Nella definizione delle misure di cui al comma 1 si tiene conto dell'opportunità' di agevolare ulteriori interventi rispetto a quelli previsti dal presente decreto, quali ad esempio le schermature solari, la micro-cogenerazione e la micro-trigenerazione per il miglioramento dell'efficienza energetica, nonché interventi per promuovere l'efficienza idrica e per la sostituzione delle coperture di amianto negli edifici.

 

Dalla lettura attenta degli artt. 2 e 15 della legge 90/2013 si evince quindi che sì si è aperta la strada a nuove forme di efficientamento energetico diverse dagli interventi di miglioramento termico degli edifici ma il tutto è rimandato a successivi interventi del legislatore di qui a venire prima della fine dell’anno. Nel frattempo si applicano le disposizioni degli articoli 14 e 16 dello stesso decreto: l’art 14 in particolare definisce nuovi termini temporali per l’utilizzo delle detrazioni del 65% citando le disposizioni dell’art 1 comma 48 della legge 220/2010 che a sua volta rimanda ai commi dal 344 al 347 della l. 296/2006 che definiscono le varie tipologie di interventi di riqualificazione energetica degli edifici (commi che non vengono intaccati dalla legge 90/2013).

In sintesi dunque, l’apertura alle nuove forme di efficientamento resta subordinata alla definizione delle misure da adottare entro il 31 dicembre 2013.

 

A tale proposito si è provveduto a contattare l’ENEA che al quesito di cui sopra risponde in un primo momento glissando sul problema (citando la circolare n.29/E dell’Agenzia delle Entrate che parla di “apparecchi di illuminazione che costituiscono un necessario complemento di arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione” da far rientrare nel bonus in detrazione di 10.000 euro per l’acquisto di mobili conseguente ad un intervento di ristrutturazione) e successivamente, ma in maniera informale, confermando la tesi secondo cui l’apertura legislativa non è operativa in carenza di specifiche indicazioni ministeriali che si presume verranno entro la fine dell’anno (e a quel punto stando all’art. 14 sembrerebbe che la detrazione non sarà più del 65%).

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